Dopo l’epidemia di Covid-19, uno strumento strategico per rilanciare l’economia può essere rappresentato dal microcredito.
L’emergenza epidemiologica ha colpito in modo particolare le piccole e medie attività e tutte quelle imprese che erano nate da pochi anni. In questo contesto si inserisce il microcredito, il quale è orientato a iniziative volte a favorire lo sviluppo della microimprenditoria e del lavoro autonomo, nonchè la lotta alla povertà e l’inclusione finanziaria di quelle categorie sociali definite “non bancabili” a causa della mancanza o carenza di garanzie da offrire al sistema bancario tradizionale.
Non si tratta semplicemente di un prestito di piccolo importo, ma di un’offerta integrata di servizi finanziari e non finanziari. Il decreto “Cura Italia” ha introdotto importanti novità in merito alla disciplina del microcredito.
- L’importo del finanziamento passa da 25.000 a 40.000 euro
- Confermata la possibilità dopo le prime sei rate di accedere agli ulteriori 10.000 euro
- Sono incluse, oltre a ditte individuali, società di persone e srls.
In attesa dei decreti attuativi, il decreto “Cura Italia” ha reso possibile l’accesso al credito fino ad un totale di 50.000 euro sia alle nuove attività d’impresa che a quelle con meno di cinque anni di attività.
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Fabio D’Amora